MARCO POLO: da Samarcanda a me stesso. un'autobiografia fantastica

0 - FUORI DELLA MAPPA

12 agosto 1969 12:30 uscita di piedi
Dopo aver ascoltato le gioie e i dolori della vita proposta dall'angelo alle anime riunite, e assistito al silenzio imbarazzato che ne segue, decido di sceglierla, questa è la mia! faccio un passo avanti pensando "io" e in un'infinita caduta nel mio futuro orgoglio, nella via fantastica e disillusa che mi aspetta, rinasco alle 12 e 30 il 12 agosto 1969 - mago - eremita - innamorato - eremita, a Rimini vicino al mare in una via che ha il nome di mio padre Alessandro Serpieri (suo antenato). Poco dopo che il primo uomo lasciava la sua impronta storica sulla luna in televisioni in bianco e nero, io - Marco insieme al gemello Nicola (venuto da un altro volere) nella pancia tonda di mia madre Anna, matto come lo zero tondo che precede tutto, mi appresto ad atterrare sulla terra nel sol leone di un mezzogiorno e mezzo di fuoco, spaccando l'anno e il giorno e l'ora in due metà perfette come noi due gemelli astronauti delle stelle... quindi con una tripla capriola 9 - 6 - 9 mi rigiro insieme al mio doppio viaggiatore che per primo si tuffa di testa, e per uscire via come su uno scivolo, di piedi ad acchiappare la luce e il benefico ossigeno terrestre... per un attimo che mi pare una nuova eternità mi incastro con un braccio con la sensazione di stare con la testa sott'acqua e il corpo in aria, ma poi la vita che ho scelto mi reclama ed esco a riveder la stella. Molti anni dopo in un marciapiede di Milano avrò un revival stranissimo della mia nascita difficoltosa riprovando esattamente quel senso di soffocamento che mi blocca e poi finalmente lo sbocco alla vita, è stato come nascere due volte in questa vita, ricollocarsi nel mondo per la seconda volta.

DI QUANTE VITE E' FATTA UNA VITA?
LA VITA DELLE VITE
QUESTA COLLANA INFINITA CHE ALLA FINE INCORONA TE: SUO LADRO E RE
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NEI CERCHI DEI GIORNI TI CERCO
NIENTE E' PERSO
LE RUOTE STELLATE GIRANO
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OGNI PAROLA-IMMAGINE UNO SPROFONDARE NEI SOGNI-RICORDI-PRESAGI
NUTRIRSI NEL FIORE DELLE IMMAGINI
SALTI ALL'ULTIMO PIXEL
LA FANTASIA E' LA FORMA IMMORTALE
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POLLICINO LASCIA MOLLICHE DI ANIMA
LA NONNA FA IL GOMITOLO E TESEO LO SROTOLA
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GIOCO DELL'OJO - MARCO
TIRA UN DADO DA 6 - 1 E VAI ALLA CASELLA DELLA MIA VITA
POI INVENTATI LE REGOLE DA SOLO

1 - MARCO POLO
DA SAMARCANDA A ME STESSO

Sognava di scrivere un libro di successo e diventare famoso e andare a vivere nei caraibi con la moglie e 10 figli, essere citato in una canzone di Bob Dylan cantata da Nina Simone con Keith Jarrett al piano LIKE THE MARCO'S TALE...
oppure inventare un nuovo supereroe: SIMBOLICUS, esperto in simboli e religioni comparate... ma non avrebbe fatto un gran successo; allora magari avrebbe creato un gioco per bambini, un gioco dell'oca così antico eppure così moderno, magari un pò multimediale anche se preferiva molto di più il tabellone su cartone e le pedine come piccole oche di colori diversi: gialla, arancione, rossa, blu, verde, rosa... oche parlanti sul percorso segnato da piccoli sassolini.
Il suo gioco dell'oca sarebbe stato un'incrocio fra risiko, cluedo, magari talisman o monopoli con la sua prigione terrorizzante e senza ripassare dal via...

Ma sicuramente il suo sogno era sempre stato quello di fare un film, da regista... forse di fantascienza, molto meglio di fantasy, forse in 3d.
Era indeciso anche sul videogioco: videogioco intelligente, avventura garantita su uno sfondo storico-magico, trama da favola antica con aiutanti, draghi e asini parlanti che citano Apuleio, insomma un gioco frammisto della realtà imperitura dell'arte... come entrare nel mondo di Van Gogh a scoprirne l'assassino... e trovarsi a galleggiare nell'aria con i fiori e la sposa nel blu di Chagall... oppure danzare con le figure africane di Picasso...

Certo comunque qualunque cosa avesse fatto (gioco, film, videogioco) doveva rintracciare il bandolo della matassa, così piena di curve e grovigli di fili colorati che si intrecciano nell'intreccio di quello che ci ostiniamo a chiamare vita.
Sarebbe stata quindi la caccia al tesoro più bella di tutte, con mille e uno bigliettini che si rimandano uno all'altro... tostapane, cassapanca, quadro, scolino per il tè, mattonella rossa, tappeto fiorito, sasso in giardino, botola, nuvola, ombra della nuvola, gallo, mucca, campanile... stava ricordando la casa di montagna dove era stato molte estati da bambino con la nonna e il suo fratello gemello... chi sa come era ritornata alla memoria quella casa, comunque piena di magie e sogni e qualche incubo? forse una casa è un pò come un gioco dell'oca, con i suoi corridoi e scale e aperture e il giardino intorno e la cantina così spoglia che gli aveva sempre fatto paura... correva sempre all'insu a perdifiato col cuore in gola per non farsi prendere dal fantasma cattivo e salando gli scalini atterrava al piano normale della casae si chiudeva òa porta dietro le spalle, dietro gli gghi e il cuore riprendeva la sua posizione... ma poi c'erano il sole nei prati con i mille fiori e l'aria più leggera delle nuvole...

Certo c'era la nonna che gli insegnò il significato della difficile parola ILLUDERSI... (ma tutta la vita non è una sottile forma di illusione, più sottile dei capelli di un angelo?)... e c'era anche il suo gemello, presenza fissa, forse dall'esterno un pò inquietante per la loro sorprendente somiglianza che faceva pensare ai film di Hitchcok o Kubrick, presenza che spiazzava per quel meccanismo così sottile eppur presente della ripetizione, meccanismo insito nella vita stessa ma così sbalorditivo nell'apparizione di due gemelli che vien voglia di cambiarne almeno uno per diversificarli subito e renderli riconoscibili, anche se a uno sguardo più attento apparirebbero come due attori con lo stesso vestito e trucco di scena ma ognuno con la propria personalità e orgoglio di esserci e far valere le proprie ragioni... perchè si dovete sapere che essendo cresciuto con un gemello aveva sviluppato in quantità la dote della polemica e del diritto, quasi era diventato l'avvocato e il testimone di se stesso per riuscire a districare il proprio io (come in uno shangai invisibile) da quello ingombrante del gemello, che appena entrava nella sala del tribunale faceva girare la testa a tutta la giuria (anche se ci fosse stata Miss Marple in bianco e nero)... con la sua apparizione angelica eppure risoluta e il suo eterno NON SONO STATO IO che faceva venire le vertigini anche a lui... in un gioco infinito dello specchiarsi nell'altro fino a perdere i contorni della propria figura, della propria storia, dell'esserci in quel momento.

FAI RIMBALZARE L'OFFESA AL MITTENTE CON LE MANI INCROCIATE A PALMI IN FUORI E LA PAROLA SPECCHIO...
a cui segue il CONTROSPECCHIO e il definitivo UNA VOLTA SEMPRE IN PIù DI TE!
Ricordava bene quella corsa affannata di parole logiche per assicurare un posto al proprio esserci, accanto a un'oca gialla piumata in attesa del prossimo tiro di dadi...

LA NOSTRA VITA NON E' ALTRO CHE CERCARE UN MOTIVO PER ESSERCI E GIUSTIFICARE LA NOSTRA PRESENZA A NOI E A DIO.
COSI' CI AGGRAPPIAMO A OGNI COSA CI PROMETTA DI ESSERE CON NOI, DI ESSERE NOI!

GIOCHI: DELL'ASCOLTARE, DELL'AMORE, DELLA PAZIENZA, DELLA PAURA, DELLO STUPORE.....

SONO SULL'ISOLA DEL TESORO

Citava sempre gli altri e se stesso perchè ogni citazione è come una bandierina rossa che indica che lì si può scavare e chi sa che tesoro vi è sepolto!

ALLA RICERCA DEL GIOCO
Si era immaginato un gioco dell'oca in cui ogni casella corrispondesse ad un anno della sua vita. Sarebbe stata una specie di mappa del tesoro con la mèta al centro: DI RITROVAR SE STESSI... come pollicino sparge molliche di pane di SE nel percorso a spirale... mosca ceca fino all'albero della cuccagna al centro del tutto, ruota del mulino ricco dei doni e delle sorprese della vita.
I giochi lo avevano sempre affascinato con le loro regole elementari eppure sempre quella magia presente, quel piacere infinito di abbandonarsi ai misteri non detti e sottintesi del gioco.
Ne ricordava uno che si chiamava SAMARCANDA, non ci aveva mai giocato ma si era sempre chiesto che cosa contenesse la scatola del gioco: forse una mappa della città e la via della seta che scorre nel mezzo e gli intrighi dei mercanti durante la spedizione di MARCO POLO, ladri mercanti e indovine....
I grandi esploratori erano gli unici personaggi che aveva mai sopportato della cosiddetta storia insegnata a scuola. Gli apritori di cammini, quegli eremiti-maghi-guerrieri, viaggiatori del tempospazio: ogni scopritore è un comunicatore di altri mondi, sognatore trasversale, allarga la mappa del mondo, scopre nuove parole, nuovi cibi, nuovi dei.
Insieme a SAMARCANDA avrebbe voluto scoprire: UR, ULAN BATHOR, MACHU PICCHU, le tre SANTIAGO, ELEFANTINA...
Avrebbe voluto essere: il ladro di Bagdad in quel fantastico film in bianco e nero che gli era entrato nell'anima... Dersu Uzala il piccolo uomo dei boschi in quell'altro film magico... ma anche: Indiana Jones, Sandokan, Arlecchino e Robin Hood, Robinson Crusoe, Don Quijote, l'idiota di Doestoewsky eterno innamorato....

Il gioco doveva avere una MAPPA, un MAZZO DI CARTE AVVENTURA, dei segnalini OCHE, e ovviamente 2 DADI da 6 facce per girare la ruota della fortuna o ruota dei venti.

Il gioco avrebbe contenuto percorsi e storie e simboli immaginari e reali, il gioco avrebbe fatto vibrare ogni particella d'anima a ogni giocatore, intessuto di vita, fatto della stessa sostanza dei sogni come nella tempesta di Shakespeare...

In quel gioco lui avrebbe scelto sicuramente di essere MARCO POLO, ma un Marco Polo moderno che ha perso la rotta, forse un barbone sognatore che viaggia nell'immaginazione, gli piace che esistano ancora posti che non ha ancora visto perchè in questo modo può provare la gioia squisita di immaginarli.
Il fantasticare però lo rende eternamente ingenuo e permeabile alle cattiverie umane...

Solo due sono gli amici che ricorda della scuola: Massimino che disegnava insieme a lui nuove avventure sottoterra dei Barbapapà, gli piaceva l'astronomia e scrutava le stelle (con il piccolo chimico?) e aveva in giardino una o due tartarughe. Diventò astrofisico e fece del suo sogno realtà in America.
Marco da bambino diceva che da grande avrebbe fatto l'archeologo e scoperto le civiltà sepolte per vivere il mistero, dentro il mistero...
L'altro amico che ricordava era Lorenzo, anche lui si laureò in fisica (subatomica questa volta) e andò a vivere in Francia giustamente: l'aveva sempre visto come un rivoluzionario intellettuale che aveva sbagliato epoca storica, promotore della rivolta studentesca per i diritti, contro gli oppressori (insegnanti deprimenti) e l'autogestione della scuola occupata, della case occupate... Lorenzo era sempre stato un eroe per lui, così diverso e risoluto davanti agli altri e la vita.
I due amici che ricordava incarnavano quindi: l'eroe rivoluzionario e il sognatore di stelle, il PICCOLO PRINCIPE e il CHE GUEVARA insomma, questi due estremi che fanno stare in equilibrio la bilancia dell'essere... e comunque ad ogni rivoluzione esterna corrisponde una rivoluzione interiore e quindi i conti tornano.

LA SCUOLA
fin dal primo giorno avevo una paura folle della scuola, mi ricordo che ci accompagnò Simone ed eravamo attaccati alla sue gambe come i dioscuri a sansone.
anche finita la scuola continuai per anni a sognare di essere interrogato su una lezione fantomatica di cui non sapevo assolutamente nulla.
Della scuola mi piaceva la scienza, odiavo la storia e l'italiano, ero troppo timido per parlare davanti alla classe, era un supplizio per me andare alla lavagna, anche se ero affascinato dalla lavagna e i gessi per la loro capacità infinita d'espressione, era come un quadro infinito ... disegnavo sempre.
mia nonna ci aveva insegnato ad esprimerci attraverso il disegno, mentre simone privilegiava il TEATRO TRAGICOMICO DELLA VITA e la chiara la FILOSOFIA PSICOLOGICA, nicola l'ECODIPLOMAZIA, io marco mi ero buttato sul DISEGNO SILENZIOSO mio unico spazio di verità.
amavo anche la musica, ma suonare il flauto davanti alla classe mi portava ad una balbuzie di note e facevo diventare SAN MARTINO CAMPANARO un'opera jazz.
dai miei genitori arrivò il cinema: loro ci facevano vedere i film (anche PSYCHO che non mi fece dormire per anni)
il cinema era l'incrocio fra il mondo letterario di mio padre e il mondo visivo di mia madre che aveva ereditato dalla nonnina.
la nonnina faceva le nature morte, ma in quelle nature ci metteva la vita, solo il buco di quella tela grande con i melograni mi ricordava la morte.

io disegnavo sui libri e quindi illustravo la letteratura (senza leggerla) che per me era un territorio incomprensibile e lontano come mio padre.
acrei iniziato veramente a leggere solo dopo finita la scuola, forse era la mia ribelliona silenziosa al mondo paterno.

i libri per me erano un mondo di carta e alle parole incomprensibili aggiungevo il mio modo disegnato
i miei miti erano VAN GOGH poi MOEBIUS e PAZIENZA .. mi ricordo un giorno del liceo Lorenzo viene da me e mi dice: E' MORTO ANDREA PAZIENZA! e io ancora non sapevo chi era, lo conobbi dopo.

poi PICASSO, CHAGALL, CARAVAGGIO ...

finito il liceo non sapevo proprio cosa fare: ero tentato dalla filosofia (una delle poche materie che mi piacevano) ma già la chiara aveva fatto quella strada, poi mi attraeva la biologia ma nicola voleva fare quella strada. allora a fare matematica o fisica mi vedevo come un secchione derelitto sempre più chiuso in se stesso, lorenzo e massimino avrebbero fatto quella strada, così siccome l'accademia di pittura mi era sconsogliata dai miei genitori come territorio di perdizione e ancora non riuscivo a ribellarmi ai miei genitori, mi rimase architettura (sempre uno dei compromessi scomodi della mia vita): non era arte, non era matematica, non era biologia o filosofia ma sottostava a tutte queste, era come un contenitore logico

le uniche cose che mi piacquero di architettura furono LE CORBUSIER e PALLADIO e l'Okkupaz dove fui riconosciuto fra i disegnatori dagli occupanti e disegnai un cartone enorme con altri e fu la mia unica soddisfazione e poi c'erano le cantine di ARK che diventarono un laboratorio d'arte in evoluzione, capii per la prima volta che l'aspirazione nascosta e la frustrazione dell'architetto era proprio l'arte.

poi abbandonai ARK e andai a fare la scuola del FUMETTO a milano, ma il fumetto mi andava stretto anche quello e sfociai nell'illustrazione poi nel territorio più libero della pittura, lasciai anche l'accademia e tornai a FI.

L'ACCADEMIA:
ero insofferente alle regole e ai cosiddetti professori: tutto ciò che era accademico mi dava fastidio, mi dicevo: MA COME? PROPRIO QUI DOVE SI DOVREBBE LASCIARE LA MASSIMA ESPRESSIVITA' E LIBERTA' E RICERCA! mi sembrava un mondo chiuso, collegato soltanto a quel mercato dell'arte, che per me era proprio un'eresia! Come si può fare mercato di quella che dovrebbe essere l'espressione libera del proprio essere?

dall'accademia atterrai alla più concreta grafica, astratta concettualizzazione di un processo estetico.
la grafica divenne il mio lavoro e anche se continuavo a disegnare, ero deluso dall'arte, dal fumetto, dall'illustrazione, da tutto quello che insomma che avevo fatto prima
ma attraverso il mondo consolatorio e pratico della grafica, ritornai a fantasticare sui disegni e tramite la tavoletta grafica iniziai a sperimentare i neri e i colori al computer; ero tornato nel territorio infantile, del piacere di fare una cosa, del piacere di disegnare senza pensare se fosse fumetto o illustrazione o pittura.

VIVA LA RIVOLUZIONE DELL'ANIMA ANGELICA aveva scritto una volta

Marco Polo avrebbe voluto fare il giro del mondo in 80 giorni, solcare le 20000 leghe sotto i mari e passare attraverso il viaggio al centro della terra per poi trovarsi a naufragare nell'odissea nello spazio.... un tragitto inverosimile per un eroe moderno nella sua dischiarazione dei diritti di indipendenza: avrebbe avuto una bandiera con un sole giallo al centro e come inno LITTLE WING di Jimy Hendrix
AND SHE'S WALKING THROUGH THE CLOUDS... IT'S ALL RIGHT SHE SAID TO GET EVERYTHING YOU WANT FROM ME, EVERYTHING... è l'amore che il mondo fa girar!
Avrebbe fatto il giro a piedi ma anche usato tutti i veivoli volanti e terricoli e sottomarini e interstellari che la sua fantasia gli avesse concesso, raccimolando forme dai sogni e agglomerati colorati di lego, e strutture di mulini e biciclette, palloni aereostatici e torri medioevali, aerei a vapore e locomotive solitarie fra fontane e giardini... era il viaggio dell'anima, fatto di pezzi d'anima.

 

2 - A CHI RIDE PRIMA
UNO DAVANTI ALL'ALTRO, VINCE CHI RIDE PRIMA

l'uomo è la macchina che si ripete ma è proprio in queste ripetizioni che si nasconde il punto segreto che scardina la ruota e fa uscire dio

LA FORMA DELLA VITA SI GIOCA IN TRE PAROLE
DIRE FARE BACIARE (la mente, il corpo, l'amore)

ricorda il tempo
il pugnale nell'occhio-luna
3 ladri di sogni

cavaliere bianco stanco tormentato dal diavolo e dalla morte
puoi desiderare soltanto di far risorgere i colori del folle innamorato che soggiorna nel giardino incantato fra perle di fiori e gioie e dolori... un diamante nella testa e l'erba sotto i piedi

SER ORIGINAL ES VOLVER AL ORIGEN
E' sempre ripetere la prova dell'esserci

LA VITA
entrare in quel prato davanti casa con l'erba alta
e incontrare nuovi luoghi da esplorare
e' come immergersi nel futuro con il cuore in gola per l'inaspettato eppur sempre lì

NASCONDINO
MI NASCONDO IO TI NASCONDI TE E CI RITROVIAMO

esso in un po' ad A segue sempre B e poi c'e' il C
IT contenitore X-Y-Z oggetto dello spazio-tempo
chiave organica di una vita-memoria-gioco

Questa vita è un GIOCO DELL'OCA, gira gira e rinasce da se stessa sempre uguale e sempre diversa da quello che ti immagini come una lunga prova con i suoi tranelli e illusioni e con le sue gioie incredibili
Imparare a vivere è lo scopo della vita, riuscire ad amare è il suo premio
La vita è un labirinto fiorito di rose alte quanto te

LA VERA STORIA DI BARBAPAPA'
in realtà Barbapapà era nato rasta, fumava l'erba e suonava la chitarra un misto di reggae blues e soul, cantava come luois armstrong e occupava case scuole parchi asili loggiati, insomma tutti gli spazi che gli andavano a genio, mangiava fiori e amore... poi si tagliò i capelli, iniziò a usare il computer e cadde nella ninna nanna digitale

3 - BRISCOLA
LE BRISCOLE SONO TUTTE FIORITE

Aveva 3 anni e guardava nella vetrina di un negozio... una pallina di plastica colorata. Suo nonno, che era un omone grande e grosso, se ne accorse e gli domandò: VUOI QUALCOSA? Marco rispose di NO, allora il nonno gli disse VIENI CON ME, e aprì la porta del negozio ed entrò seguito dal piccolo Marco col senso di colpa... il nonno chiese al commesso proprio quella pallina della vetrina, la mise nelle mani del nipote e quando uscirono gli disse: QUANDO VUOI UNA COSA CHIEDILA! Era un rimprovero ma suonò come una ricompensa. Quello è il suo primo ricordo perchè quella pallina colorata lo rese felice da scoppiare quel giorno e le parole di suo nonno non le scordò mai più: erano come parole magiche e dischiudevano nuovi mondi... quella pallina era una ricompensa della vita, per il solo fatto di esistere ed esserci.. suo nonno gli voleva molto bene

4 - BATTAGLIA NAVALE
CI SONO PATTìNI E DELFINI

CHE CHIOCCIOLA E' QUESTA VITA

LUI E' IL GATTO
CHE TI RIPORTERA' A CASA

In famiglia mi chiamano il saggio perchè inanello le parole come in una collana che gira e ritorna su se stessa e compio il cerchio con la mente stupita, mi lascio sopraffare per non soffrire troppo la rincorsa delle vuote parole, scelgo quelle che si inarcano per bene e luccicano di pietra viva sull'acqua della mente. Il mio pensiero si circonda di mistero, quello che dico è come un cortocircuito anche per me stesso, una trottola che gira e sembra che non si fermi mai, è come leggere da un libro scritto in un'altra lingua, dove si annida all'ombra delle frasche di parole sconosciute un mondo che sta aspettando di essere scoperto come l'uovo di Colombo.

5 - MERCANTE IN FIERA
IL MERCANTE HA SOLO CARTE DELLA VITA

un giardino di rose la questione del tempo

A 5 anni Marco scopre i PIXELS: fa una serie di disegni fatti di quadratini di diversi colori seguendo la quadrettatura del foglio e quei pagliacci sbilenchi sono un perfetto preludio a tutti i milioni di pixel dei videogiochi che di lì a pochi anni lo vedranno incallito giocatore.. dentro il mondo di pixel, eroe fatto di pixel...

6 - MONOPOLI
GIRA SENZA PASSARE DAL VIA

7 - RISIKO!
VINCE L'ARMATA SENZA CARARMATI

questo essere di un'enorme puzzle

sospeso fra pesce ed uccello
dilato lo spazio liquido dell'albero

8 - SCACCHI
TUTTI BIANCHI: COME PUOI DISTINGUERTI DALL'ALTRO ?

jump strike climb hide search wait hang sing say sit save get drop give use map inventory show cast spell invisibility change shape fly vision wish help fireball dream hope pray think play guitar write read be jelous

9 - FRISBI
VOLA VOLA VOLA

Un monaco nero senza nome, si sveglia un giorno nel bosco del perché; al primo passo un albero gli fa una domanda:
“CHI SEI TU ?”
“L’ACQUA CHE SCORRE!”, risponde lo sconosciuto.
“ALLORA PASSA MA NON LASCIARE NESSUNA IMPRONTA DIETRO DI TE !”
Allora il monaco nero scava una nicchia nelle radici dell’Albero e fa come l’acqua che scorre: il suo corpo si scioglie e passa dentro la terra e arriva fino alla fine del bosco. Quando ritorna in se, scende la notte senza stelle sul mondo di pietra. Si fruga nella tasca e trova la fiammella d’oro che gli dice:
“TI ASCIUGHERO’ SOLO SE RITROVERAI MIA MADRE CHE RIPOSA IN CIELO”
“VA BENE, DIVENTA FUOCO PER ME !”
risponde lo sconosciuto. Alle sue parole la fiammella diventa un corpo di fuoco che riscalda il monaco e accende una luce nella notte nera. Così brucia il suo corpo di terra e diventa vento e vola sopra il mondo. Là incontra la Madre che dorme. Le sussurra, come una brezza sui capelli:
“SOGNA! MADRE DI TUTTE LE COSE. TUO FIGLIO TI RICHIAMA DAL MONDO DELLE OMBRE!”.
Così lentamente girando nel vortice d’aria, la madre scende sul mondo e lo colora di tutti i suoi sogni di luce. Alla fine tocca terra e vede lo sconosciuto fatto d’acqua, terra, aria e fuoco che gli gira intorno; lei è ora una bambina e lui si ferma e sorride perché l’ha riconosciuta:
“SEI TU, ANIMA BIANCA!"

10 - SUBBUTEO
A PORTIERI VOLANTI

i portieri volanti sono uomini con bombetta alla Magritte, vestiti da cavallette, che ronzano fra i pali delle porte come maggiordomi improbabili...

11 - A PORTICINE
LE PORTICINE SONO PICCOLISSIME QUASI INVISIBILI

la palla è il mondo che rotola nella spirale cosmica... col giro

DOVE TROVARE LA MISURA DELL'ESSERE?
MICROSALTI DI PIXEL

Due giochi fra i primi mi stupirono:
SWORDS&SERPENTS
ce lo regalò nostro padre insieme all'ATARI: un mago e un cavaliere fatti di pixel dentro un labirinto di stanze con qualche scrigno e qualche chiave a combattere contro cavalieri fantasmi e maghi nemici, con una spada tagliente e palle di fuoco, alla ricerca di un drago immenso incastrato dentro l'ultima stanza del labirinto, aspettando per sputare il suo fuoco sui due eroi... dopo lo stupore iniziale alla fine ricordo che vincemmo il drago ma doveva essere rotto il gioco perchè si bloccò tutto senza un tesoro, una scritta di congratulazioni o una musica finale, niente che rivelasse che il gioco era finito! ricordo che fu una grande delusione, quel drago di pixel con il fuoco di pixel che ci aveva sbalordito per la sua mole inaspettata, scomparso nel blocco dei bit, nel blocco dei pensieri...
L'altro gioco che mi stupì fu
PITFALL II
infinito platform di salti e cadute, che alla fine si arrivava ad un incantatore di serpenti al quale si consegnava qualcosa (cosa?) e lui ci regalava un palloncino legato ad un filo! Allora l'ormai stanco esploratore iniziava a volare più leggero dell'aria e schivando le piattaforme ripercorreva al contrario tutto il labirinto verticale per arrivare fino all'inizio dell'avventura! Allora il palloncino scoppiava a contatto con una nuvola di passaggio e tristemente l'esploratore tornava a cadere nella prima piattaforma che lo attendeva per riniziare l'avventura da capo, nel suo infinito cadere in basso per poi ritrovare l'incantatore e riprendere il volo attaccato al magico palloncino! vertiginoso volo di un destino circolare.

12 - CLUEDO
NON E' MORTO MAI NESSUNO

i morti comunicano con i sogni

13 - GIOCO DEI MIMI
MIMA LA PERSONA ALLA TUA SINISTRA

in realtà tutti mimano la stessa persona ma in maniera diversa

A 13 anni lesse un libro nelle vacanze scolastiche: ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. Poi fece un tema su fogli protocollo, dalla brutta copia alla bella (aveva sempre trovato più affascinanti le brutte copie con quei gomitoli di cancellature che rotolano nel paesaggio della mente...). Comunque la maestra gli dette il voto più alto, chiedendo L'HAI SCRITTO TU? perchè di solito Marco prendeva sempre brutti voti ai temi scritti. SI. La gioia del MOLTO BENE fu un pò offuscata da quel dubbio. La verità era che Marco era molto chiuso e penso non sapeva esprimere a parole quello che provava o pensava e quindi si ingarbugliava tremendamente a scrivere un tema e la struttura delle sue frasi era un meccanismo fantasioso e arrugginito...
Ma Alice gioca con le parole e i sensi logici in un labirinto semantico meraviglioso... forse in quel libro Marco si era ritrovato nei continui paradossi e significati sottintesi e aveva finito per scrivere un tema su se stesso (o sugli inceppamenti della mente discorsiva).
Se avesse riscritto quel tema oggi, avrebbe avuto un inizio tipo:
"ALICE è sempre occupata nella nominazione del reale, delle cose e di se stessa e dei rapporti fra il tutto, con il piccolo dettaglio che il suo fantasticare si trasforma subito in realtà effettiva e come fanno i bambini conferisce le proprie piccole colpe e bugie e paure agli altri, giocando alla bambina e all'adulta (anche se ancora non sa esattamente in cosa consiste l'essere adulti, e forse per questo vuole sperimentarlo nei suoi esperimenti esistenziali), alla regina e il suo boia che deve sempre tagliare le teste... le teste del pensiero...... quel mondo adulto le sembra tutto un assurdo gioco di potere e di paura, velato dalla finzione della coscienza...
Il tutto si riconduce sempre al problema di Alice: della nominazione del reale... quale nome dare a quello che ci circonda e ci riempie di meraviglia, stupore, gioia, paura, tristezza? quale serie di nomi-parole può descrivere uno stato d'animo? come posso caricare di contenuti delle parole-KEYWORDS che dischiudano le porte dei sogni? come definire quella catena di sensi logici e illogici che come magiche matriosche fa sbrilluccicare il fiume impetuoso della vita?
Forse se ora dico FIUME DI CARTA scardino la gabbia mentale (che la carta non è fatta d'acqua come il fiume) e apro nuove avventure alla mia anima assetata.. che stupefatta beve al fiume di gioia."

Voleva scrivere una METAFISICA DEI GIOCHI un compendio su quei magici spazi percorribili che sono i giochi, un'analisi simbolica-semantica della riduzione del mondo in poche regole e un tiro di dadi... ma anche sui meccanismi spirituali della favola e sulla sua riduzione in gioco dell'oca.
Nel gioco dell'oca è l'oca il cardine di tutto e fa pensare a un gruppo di oche nell'aia che girano a spirale per sfuggire alla presa di un bambino che ride...
Mentre il gioco dell'uomo nero contiene la variabile della paura che è paura della morte?

IL TEMPO E' DISSEMINATO NEL CORPO, CHIAVE DI ENTRATA NEI RICORDI

CHE CIO' CHE E' VISIBILE POGGIA SU CIO' CHE E' INVISIBILE

CODICE DELLA VITA
se potessimo conoscere il codice della vita saremmo spiriti, ma siamo vivi e quindi ciechi alle leggi del destino e alle volontà degli dei, possiamo solo imparare a vivere.

14 - GIOCO DELLA BOTTIGLIA
ESCE SEMPRE LA TUA AMATA

e baciare baciare baciare

15 - DUNGEONS&DRAGONS
EROE LADRO GIULLARE - RIDICOLO UOMO COMUNE

16 - PALLONCINO
VOLA VOLA IN CIELO E NON SCOMPARE MAI
rimane nella mente

17 - AQUILONE
E' FATTO DI TUTTI I PEZZI DI TE

e sta agganciato alla tua mano

18 - LEGO
I PEZZI DI TUTTI I COLORI SI COMBINANO IN INFINITE AGGLOMERAZIONI E POI PRENDONO VITA

sono come le cellule di un corpo

19 - LE BELLE STATUINE
PERDERSI NEL MONDO DEI GRANDI FACENDO FINTA DI NIENTE

che il gioco è diventato lavoro

20 - E SE FOSSE UN ANIMALE CHE COSA SAREBBE?
Marco ha scoperto di essere un PANDORSO, incrocio fra PANDA e ORSO: giocoso ma anche scorbutico e solitario

21 - BIGLIE
SONO TONDE E VIAGGIANO UNA MERAVIGLIA SULLA SABBIA
PICCOLI MONDI ROTOLANTI IN GALASSIE DI SABBIA

Penso di aver sempre fatto tutto al contrario, come quando ero piccolo e dicevo ACCENDI LA LUCE invece di SPENGI LA LUCE o L'ACQUA E' TROPPO CALDA invece che TROPPO FREDDA... insomma dicevo l'esatto contrario di quello che intendevo. E così ai miei 21 anni dopo un'architettura assolutamente non voluta, dopo 3 anni di psicoanalisi, mi decisi di fare LA SCUOLA DEL FUMETTO sotto la benefica spinta della mia psicoanalista, ma fra le due città possibili MILANO e ROMA scelsi Milano seguendo quello strano impulso di fare il contrario di quello che desideravo veramente: andare a Roma che mi era sempre piaciuta. Non dare lo spazio sufficiente ai miei desideri aveva allungato molto il mio percorso di vita; ma d'altra parte sono sempre stato un fatalista e quindi la parabola della vita l'ho sempre vista nella luce di un miglioramento fatto da tentativi approssimativi (certe volte scegliendo l'opposto si scopre veramente quello che si vuole). Così la parabola della mia formazione: architettura (3 anni), scuola del fumetto (3 anni), accademia di pittura (3 anni), mi aveva fatto approdare al computer facendo confluire un pò tutto quello che avevo studiato e sperimentato, in un nuovo strumento affascinante, che poi sarebbe diventato piano piano il mio lavoro.
TUTTO SI TRASFORMA E NIENTE SI DISTRUGGE come dice la legge della conservazione dell'energia. oppure: UN CORPO IN ACQUA RICEVE UNA SPINTA UGUALE E CONTRARIA PARI AL PESO DEL CORPO STESSO (o sto incrociando 2 leggi?), la metafisica delle leggi matematiche meriterebbe uno studio approfondito.

22 - FIGURINE
TUTTI I GIOCATORI DI TUTTI I TEMPI
ANCHE QUELLI CHE DEVONO ANCORA GIOCARE

tutti sono attaccati nell'album di Dio, non ci sono doppioni
i doppioni sono solo gli angeli custodi che svolazzano sopra le figurine (ma non hanno i numeri)

23 - MACCHININE
TRACCIA LA PISTA SUL PARQUET DI CASA CON UN GESSO BIANCO
POI INIZIA A GIOCARE CON IL FRATELLO PIù GRANDE CHE VUOL SOLO VINCERE... VINCERE .... MA COSA POI? CHI ARRIVA PRIMA VINCE?

24 - IL PICCOLO CHIMICO
SCOPRI LA FORMULA DELL'ENERGIA PULITA E CAMBIA LA TERRA

25 - A TRATTENERE IL RESPIRO
TRATTIENI IL RESPIRO QUANTO BASTA per poi riprendere aria

I venticinque anni corrispondono a un punto centrale, dove Marco riesce a fare veramente quello che vuole: leggere per la prima volta L'IDIOTA di Doestoewsky (di cui gli aveva parlato la nonnina!) e che diventerà sicuramente il suo libro preferito insieme a LO HOBBIT e ALICE; la seconda cosa che riuscì a fare per quegli strani meccanismi della vita, fu illutrare proprio ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE, quel libro che a 13 anni gli aveva perforato l'anima, si offrì al suo inconscio che si riversò in quei disegni: così il re e la regina erano suo padre e sua madre vestiti da carte da gioco, la duchessa era la nonnina, nelle carte il fante di quadri suo fratello maggiore, il fante di picche il gemello, e il fante di cuori lui stesso che si disegnò anche come l'antipato che vive a testa in giù...
Alice era un enorme pozzo adatto a rinvenire gli antichi "oggetti" magici della sua vita... Che poi il libro fu stampato malissimo e la casa editrice fallì, non importava perchè rimaneva un successo per se stesso, per la sua vita e i suoi sogni. Credo comunque che il fatto che gli stamparono e impaginarono male i suoi disegni, lo portò inconsciamente alla grafica (che fino a quel momento non aveva mai apprezzato o considerato).

26 - IL MORTO
FAI FINTA DI ESSERE MORTO... POSSIBILMENTE SENZA RIDERE

27 - MORRA CINESE CARTA SASSO FORBICI...
FIORE CAVATAPPI FANGO .... ALBERO STRADA AMICI

28 - RETURN
TORNA NELLA CITTA' DELLE TUE ELEMENTARI senza un lavoro

ALICE nomina le cose ed esse appaiono nella sequenza del reale
A si riproduce per germinazione dal sè come sulla scala del proprio DNA
si circonda degli oggetti della MEMoria e
costruisce così lo Spazio-Tempo e la Vita-Morte

29 - CODE LIFE
SCOPRI IL CODICE VITA, SOTTO LE RIGHE DEL PENSIERO

LA NATURA NON HA NOMI, SIAMO NOI CHE DIAMO I NOMI
PERCHE' CI FANNO SENTIRE PIU' SICURI
FACCIAMO RUMORE PER NON FARCI COLMARE DAL SILENZIO
DIAMO IL NOME ALL'IMPOSSIBILE AL SEMPRE PRESENTE
IMITIAMO LA NATURA CON LE NOSTRE MACCHINE
APPROSSIMAZIONI DEL MOTO PERENNE DELLA RUOTA COSMICA

30 - LUI LEI DOVE COSA FANNO..
FOGLIETTI DI CARTA PIEGATI IN STRISCINE, SI SCRIVE TUTTI E SI PASSA IL FOGLIO.. POI ESCE FUORI UNA STORIA SCRITTA DA MANI CASUALI... COME IL DESTINO

RICREARE LE FORME DESIDERI DEI SOGNI E' IL NOSTRO COMPITO

31 - IL GIOCO DELLA VERITA'
NON SEI MAI RIUSCITO A DIRE BUGIE ...
ma certe volte una bugia è solo un desiderio espresso male

32 - EL CAMINO
CAMMINA OVUNQUE, SENZA META, INCONTRA LA GENTE, PROVA

SONO SOLO UN IDIOTA INNAMORATO
SUL CAMMINO DELLA VITA

--- IL MATTO
C'è una perfezione nel cammino che sconvolge la mente, la porta sempre più in la', perché lei non vuole credere a quello che le sta succedendo: il reale che parla il suo linguaggio piu' intimo, che intesse il suo sogno!
La mente crede di essere padrona, ma in realtà assiste all’illusione massima, alla coerenza-incoerenza compresenti ad ogni passo del matto.
Il matto ha perso la mente, non è più capace di mentire a se stesso, per questo scappa come un folle, giù per il ponte vertigine, rischia sempre di farsi male perchè è nudo e le ortiche lo mordono e la menta lo addolcisce, l'eucalipto gli ricorda la speranza…di un amore donato.

Il tempo del sogno e della realtà non combaciano,
parlano la lingua degli uccelli sul ponte

--- IL MAGO
I viaggi comunicanti: sono le persone perse nel proprio viaggio, che in un certo momento si incontrano e comunicano.
Cercherò di tracciare il cammino fra i cammini, dove ogni cosa ripete incessantemente la stessa cosa da sempre: uno, tutto è l'espressione di uno, non c'è divisione, la mente è solo la metà del reale.
Dentro ognuno di noi stanno le miniature di tutte le altre persone.

Questo è il cammino del reale pellegrino
Il reale pellegrino sempre busca il suo destino
Coro: Ampolla de pollo, Ampolla de pollo, Ampolla de pollo

Esta es la suerte
Il reale pellegrino è l'innamorato perenne della sua novia
Ma lei sembra un miraggio e scappa come una gazzella
Si nasconde nel bosco, riappare sull'acqua, fa capriole nel cielo
Il reale pellegrino è ormai più matto dei santi idioti del cammino.

Es el viaje interior el tempo real
What are these stupid things that i carry? Past lifes?
La realtà parla attraverso le cose e ha il potere di comunicare con il sogno della mente di ogni uomo: una cosa può significare tante cose a seconda del sogno in cui è inserita, riveste il simbolo.

--- LA PAPESSA
Sono partito con un padre e una madre in erba, più giovani di me, come un secondo lungo parto… avrei toccato i due mari-orizzonti, fra la spiaggia calda del bimbo e la rupe d'oceano.
Sosta ad Arles con il suo vento e la Madre Bianca pescatrice-peccatrice di Spirito Santo, Barcellona con la sua incredibile Sagrada Familia e la salita e il ponte di colombe e la discesa nel suo interno-esterno, Bilbao con il suo sottotitolo assolutamente inaspettato in lingua basca: BILBO!
Per chi conosce "il Signore degli Anelli", l'hobbit che ha trovato in gioventù l’anello del potere apparirà subito nella sua mente. Avevo deciso che BILBO era il primo segno del cammino e non lo avrei lasciato scappare. Non mi potevo più sottrarre al cammino del figlio-idiota-innamorato attraverso la spina centrale, la ruta della freccia amarilla, che congiunge i due opposti, l'alba e il tramonto, per far rinascere il FIGLIO alla sorgente della vita!
Ho fatto una cosa bella per me! Ho fatto il cammino di Santiago fra acqua e fuoco
PERCHE' SEI VENUTO?
E' la domanda che mi sono posto e che implicitamente chiedono le altre persone del cammino con la loro presenza di apparizioni nella vita, percorso unico con una sola direzione e dove non si può tornare indietro… C'è qualcosa di inevitabile!

Questo è il cammino della vita…un pò buono, un pò malo…
tu non puoi mai tornare indietro, hai un messaggio da consegnare…
un messaggio che non comprendi. I vari personaggi si incrociano per la via, questa è una magia, perchè ognuno aiuta gli altri senza saperlo!

--- L'IMPERATRICE
Avevo sentito da vari anni che c'era un cammino. Poi ho scoperto che Santiago-Giacomo insieme a Giovanni (i due figli del tuono) e Pietro, assistono alla trasfigurazione di Cristo, figlio di Dio. I figli del tuono mi fa pensare a due gemelli dentro un albero, che vengono liberati dal padre tuono con un colpo di fulmine, come nella favola più vecchia del mondo, e come la prima esperienza della mia vita attuale.

GIACOMO, Spirito Santo, BAR-ABBA?
GIOVANNI, Figlio, BAR
PIETRO, padre, ABBA

Santiago, Gerusalemme, Roma da sempre i tre pellegrinaggi
Ma dove si uniscono i tre cammini? Nel punto interno?

Ho fatto il cammino di Santiago! Ora posso fare qualsiasi cosa! Questo è il premio.
Il cammino di ROMA-AMOR mi attende ora?
Lo Spirito Santo o Madre-terra mi aspettava a VILLAFRANCA, come mia madre Anna Franca! Tutto quello che è successo mi ha fatto compiere il cammino.

A BILBAO, o BILBO quindi un vecchio hobbit avrebbe consegnato l'anello e la missione a me suo nipote FRODO (antica parola anglosassone per "destino"),
da Bilbao sarei andato a Burgos, poi a Leon, e a Ponferrada; qui avrei deciso se affrontare il cammino a piedi, il resto era tutto da scoprire.
In effetti stavo aspettando l'autobus con DESTINO BURGOS, assaporando per la prima volta l’odore della mia solitudine, e dopo avermi fatto esplodere latte e cacao sulla faccia come un bebé cresciuto che si alimenta da solo, non appena avevo dimenticato l'ipotesi di incontrare BILBO ecco che un omone grassoccio con due baffi da nano mi fa cenno con la mano di stare attento a un certo tipo arabo: mi fa il simbolo di rubare! Chi meglio di BILBO avrebbe potuto ricordarmi? BILBO che "rubò" l'anello, senza volerlo?, e che insegna a FRODO il cammino…MIO-NOGNO, (un altro paesino incontrato vicino a Bilbao) stava comunicando con me di nuovo finalmente in questa vita!
SE VUOI UNA COSA, CHIEDILA! mi disse una volta mio nonno Sisto...

Il destino era lì che mi aspettava, FRODO aveva accettato il compito arduo senza sapere in che cosa sarebbe consistito, con un anello ora invisibile sua propria volontà. FRODO avrebbe incontrato anche gli altri personaggi della compagnia dell’anello, lungo il cammino, ognuno ad indicare qualcosa...

LA MAPPA DI UNA STORIA: i personaggi-pedine appaiono e scompaiono al nostro eroe ma sono sempre sulla mappa! Non ci possono uscire tranne che nei momenti della luna, dove tutto sembra perso.

Definire il tempo del sogno è come uscire dalla porta sul retro ed entrare nel bosco incantato dove c'è un altro tempo in cui tutte le cose sono e ti aspettano per salutarti… è come tracciare i margini della veglia…

--- BURGOS - L'IMPERATORE
Volo a Burgos, la porta di Maria mi sorride, mi prendono subito per un pellegrino un pò svitato che ha con se un peso spropositato (siamo a 500 chilometri da Santiago!) e come un salmone risale la via al contrario. ENCANTADA! OBLIGADO.
Faccio diversi chilometri in senso contrario al cammino per raggiungere il camping FUENTAS BLANCAS. Camminare al contrario con quello zaino veramente pesante mi da una certa gioia; la gente mi guarda stupefatta.
Per la prima volta sperimento il silenzio del cammino.
Dovevano essere circa 15 chili come portarsi un bambino o un hobbit sulle spalle!
Si' ora sono GRAMPASSO IL RAMINGO che solo dopo si scopre essere ARAGORN IL RE NASCOSTO che deve riforgiare la spada della verità...
Al campeggio delle fonti bianche un MINIGOLF si chiama GEMINI…

Qui anche gli angeli hanno l’armatura
e i bambini parlano la loro lingua…
un cristo di pietra fra la faccia di luna e la faccia di sole e una madonna sirena come il mare sono appoggiati alla croce

Una donna anziana, sale sull’autobus, con un cappello bianco in una busta di plastica trasparente…penso che in questa realtà già spostata DEVE ESSERE GANDALF IL MAGO che non vuole usare il suo potere ora, sarebbe troppo facile arrivare a Santiago sopra il re delle aquile o cavalcando OMBROMANTO!

Il pellegrino di ferro seduto sulla panchina è seminudo e scalzo, figlio del bosco! La gente ci si siede accanto e scatta foto ricordo! A Burgos conosco FLAVIO brasiliano che zoppica, penso subito al diavolo ma poi scopro che è solo un dolore al piede. A Flavio per la sua corporatura e il suo sguardo quieto inquieto a caccia di tesori terreni gli assegno il ruolo di GIMLI IL NANO. Gli faccio vedere le mie tre ferite al piede sinistro…mi dice: SANTIAGO TI STA DICENDO CHE DEVI ANDARE PIANO!
Mangio una pesca sulla fontana di Maria (CLICK), vedo che a uno dei bambini di pietra gli manca un piede! Mi scalzo e cammino…che bello, la pietra è calda.
Rincontro Flavio, parliamo, "due perduti in una notte sporca", ma la notte si è trasformata in un giorno solare, la prima magia! Gli dico che sono sul cammino perchè voglio affrontare la mia paura di stare solo, con pochi soldi, in una terra che non conosco, dove parlano un'altra lingua, dove ho bisogno degli altri e dove non posso fuggire da questa situazione e quindi devo "ballare" su questo cammino.
Dico a Flavio che lui è un trasformista, donna-uomo, diavolo-salvatore, pellegrino-turista; questa è la strana impressione che mi fa. Al camping riparo il fax con il rullo.
La tenda traballa perchè una delle aste della croce si è rotta (la riparo con un truciolo preso a Barcelona, che mi ricorda in piccolo quella forma aliena della Sagrada Familia), so che dovrò lasciarla se voglio fare il cammino…ognuno prenda la sua croce e mi segua! Parto per LEON, ora so che ce la faccio a stare da solo. Parlo con gli altri, niente mi fa paura.

--- LEON - LO IEROFANTE
Sceso dall'autobus incontro subito YUKKA o YUKKA-MAN di Finlandia con il suo sguardo dolce sotto gli occhiali sempre storti. Penso che dopo il nano, lui con la sua flemma nel parlare e nel camminare, eppure il suo continuo avanzare nel camino, deve essere LEGOLAS L'ELFO, qui ora senza arco e frecce.
Ma è anche come il suono di un animale che si aggira solitario nelle nevi siberiane e ogni tanto ricorda a se stesso il proprio nome: YU'KKA! Forse per richiamare qualcosa dal silenzio che lo circonda. Lui è malato ma continua il cammino, da solo! Arriva dalla Francia! Che forza!
Mi danno un messaggio in un bar per un ragazzo di Santiago! Ora sono incastrato come nel messaggio all'imperatore di Kafka.
LEON è molto diversa da come credevo: mi aspettavo un paesino sui monti e invece è su questa pianura interminabile con la sua cattedrale spropositata e inaspettata… residuo di un tempo di re leoni. San Giorgio e il drago e un Cristo primitivo che ha un piede su una casa-punta! La mia situazione! A LEON IL MISTERO SI ALLARGA
Trovo finalmente la soluzione per le mie tre ferite: cerotti come seconda pelle e ciabatte ritagliate appositamente…ora posso camminare! Non è più uno strazio.
Me repiento che la mia secunda piel es ahora sul mio corpo rarefatto como una secunda mente che me indica el camino de la vida como un sueno encantado

la vita è come ripetere una cosa già vista
è lo scarto fra l’immaginabile e il reale che svolge la vita come una carta nuova e vecchia
la terza via è il viaggio interiore che scende giù dalla gola impastata con il sangue
(mangiando l’ostia)
SU UN MURO: la muerte non existe, tu eres luz y vida, "jo soi la resurrection"
YUKKAMAN mi ha spiegato da dove passa su per giù il cammino.
TU PROVA A CAMMINARE E SE NON CE LA FAI PRENDI UN AUTOBUS, mi dice
SI, DEVO PROVARE A TUTTI I COSTI!
Lo rincontrerò a Casa Novas dove io gli dirò che ho pochi soldi.
I’M SURE YOU WILL MANAGE IT VERY WELL! mi rassicura YUKKA, è proprio un toccasana!

--- PONFERRADA - L'INNAMORATO
GLI AMANTI : ZAIN : VIA PREPARATORIA
Da zain sicuramente deriva zaino o mucilla come si dice in spagnolo.
Il matto è mui cargado dalla sua mucilla, è il peso della sua vita che non vuole lasciarlo libero, che comunque deve portare con se, carico di dolori e gioie infiniti... il matto va...
Volo a PONFERRADA, da lì inizierò a camminare (202 chilometri) perchè voglio passare da SAMOS e quindi non posso avvicinarmi di più a SANTIAGO senza perdere il cammino. Per prima cosa raggiungo il castillo de los templarios, è chiuso ma la T sta sopra la porta, la T come croce ansata egiziana senza l’ansa-ampolla mi dice che:
il segreto esta cerrado fra la realtà e la finzione

incontro per la prima volta TIMOTEO francese. Mi chiede dov’è l’albergo dei pellegrini. NON LO SO. Oggi non entrerò nel segreto dei templari, perché sono già nel segreto! Lascio la città vecchia.
IL PRIMO CAMPO E LASCIO LE STECCHE DELLA TENDA! Mi dico
Lo trovo subito.
Lascio le stecche e una pentola: simboli del maschio e della femmina. Così segno l’inizio del mio cammino! Arriva un vecchio, va a pescare Gesù.
Sperimento il cammino. Trovo subito la casa della mia infanzia con i giochi di plastica colorata in un giardino di ghiaia bianca…
Grido al silenzio di un paesaggio sublime.
ORA CI SONO anche con tutto il dolore dei miei piedi.
Arrivo ad un paese stremato ma mi dicono che qui non c’è un albergo dei pellegrini, cerco di fare l’autostop, un autobus non c’è. Arriva un francese in bicicletta, mi dice che sotto i primi ARLBORES si accampa e si addormenterà. Faccio provviste di cibo e sul primo campo, mi accampo. Mangio. Uccelli. Una lavatrice. Una visione di stelle. Mi addormento.

Il cammino è diverso per tutti
Inizia non si sa dove
Finisce non si sa dove
L’importante è andare e lasciare tutto
Le ferite e il dolore fanno parte del cammino
Senza di esse non sarei arrivato qui
Something is watching me!

Mi sveglio bagnato. Riparto per farmi caldo. Arrivo a CACABELOS e mi dico ridendo che qui non posso fare a meno di cacare. I cani abbaiano. O che belo cacare a Caca-Belos! Mi fermo nella prima piazzetta per fare colazione. Mi lavo i denti in una fontana di un bimbo-gesù di pietra che gioca con un pesce. Alzo gli occhi. Questa è PLAZA SAN LAZARO! Lazaro alzati e cammina!
Qui tutte le cose sanno di antico
Cacabelos mi ricorda i paesini della Val d’Aosta e mio nonno...
Riprendo il cammino.

Sono sul cammino da un giorno, e il cammino mi porta con se, anche con il dolore ai piedi e una mucilla spropositata. Uscito dal paesino, sulla salita ecco che incontro cantanti il vecchio e il giovane JOACHIN; solo dopo scoprirò che si tratta sicuramente di TOM BOMBADIL LA FORZA NATURALE che canta col sole nel cuore e scaccia i fantasmi ed è l’unico che può mettersi l’anello senza scomparire, MERRY IL FELICE HOBBIT e suo fratello PEPE PIPPIN (che per ora non c’è).

QUANTO COSTA LA CUESTA! INRI-TACION

Fra canti e risa e cistes (barzellette in spagnolo) mi infondono forza e tranquillità. TOM mi dice di mandare la mucilla grande per correo a Santiago. MERRY mi fa vedere le moras negras e dice che il cammino ne è pieno: non si può morire di fame! Mi sorride sempre e mi guarda come un pagliaccio da circo a portare un peso simile. Mi chiede se sono molto forte. Gli dico di no (non sono l’uomo forte).
Canta canzoncine dei cartoni animati saltellandomi accanto allegro, sembra un piccolo dio venuto ad alleviarmi il dolore del primo cammino…o io da bambino con questi occhi di luce a darmi forza.

--- VILLAFRANCA - IL CARRO
Finalmente arrivo a VILLAFRANCA che mi suona come ANNA FRANCA, mia madre. Sono sfinito. HOLA CABALLEROS! Ricevo la carta del pellegrino e il mio primo letto meritato.
Rincontro TIMOTEO, gli dico che assomiglia al bello di FALBALA' di un episodio di Asterix e Obelix; lui dice che gli è sempre piaciuta e mi chiede: DOV'E' FALBALA'?
Certo non posso incontrare solo personaggi del Signore degli Anelli!
FOLLOW YOUR BODY AND YOUR HEART! WHEN YOU WANT YOU STOP, OR YOU GO TO SEE SOMETHING, OR YOU GO, JOUST FREE YOURSELF! Mi dice
È come il primo insegnamento prima di affrontare il cammino che mi metterà sicuramente alla prova.
TIMOTEO cerca una risposta per il suo futuro lavoro, mi dice che credeva di trovare la soluzione chiara alle sue incertezze grazie a questo cammino, ma solo ha seguito se stesso e la freccia e la propria ombra sotto il sole…
gli dico che IL CAMMINO TI HA GiA' RISPOSTO! DEVI PRENDERE LE COSE UNA ALLA VOLTA COME VENGONO SENZA CHIEDERTI COSA CI SARA' DOPO, SENZA FARE PIANI TROPPO GRANDI PER LA VITA!
Lui dice THAT’S RIGHT! È vero.

A Villafranca conosco anche ANTONIA brasiliana, la cittadina del mondo. Lei mi fa vedere la croce dei templari: è una doppia croce, con due bracci orizzontali. Le dico che ieri nel cielo ho visto esattamente la stessa forma: tre aerei che hanno lasciato tre scie incrociate! Lei ride, crede che io stia scherzando.
L’omone del rifugio scaccia i dolori con le sue mani e benedice tutti quanti dopo averci fotografati; mi mangio due piattate di paella! C’è tanta gente dolorante alle gambe e ai piedi ma che non desiste dopo aver fatto centinaia di chilometri; è come se il dolore facesse parte del cammino. È accettato così.

Uno strano francese mi fa pensare che tutti i francesi abbiano qualcosa a che fare con il circo anni venti. Il MIMO FRANCE' smentisce! Non ha immaginazione!
TUTTO E’ IMMAGINAZIONE! Gli dico. Immagination is life!
VEDI QUELLA PORTA SUL MURO? DOVE PORTERA’? gli chiedo
L’UNICO MODO DI SCOPRIRLO E' ATTRAVERSARLA! mi dice
Ma non ha capito che l’immaginazione si trova proprio lì dietro, non bisogna aprire la porta!

Uno strano disegno a mezzo fra uno schema di utero femminile e una illuminazione ricevuta in dono sul cammino della conchiglia!
L’indomani spedisco 12 chili a Santiago e procedo: sono un uomo più libero ora!
Sono sul cammino.
Poi a un bivio-incertezza sento: MARCO!
Sono di nuovo J. J. e PEPE, il fratello di MERRY! Lui è un Good hacker!
Da grande farò il pirata informatico!
I’m an Happy pilgrim!
Se puede pescar sin muerte! Qualcosa è morta sul fiume…si sente l’odore.
Conosco MICHEL francese. Ci vedremo tutti a VEGA.
Metto i piedi nell’acqua del fiume, poi ci entro dentro con le gambe, poi risalgo dall’altra parte sull’erba al sole! Mi sento rinascere, come quando ero piccolo in montagna! CIAO NONNO!
Il cane marrone…

--- VEGA - LA GIUSTIZIA
DOV’E' VEGA? chiedo come se parlassi del pianeta di GOLDRAKE!
AQUI! Mi dice la signora.
Bagno integrale nel fiume gelido.
IL NOSTRO HERMANO ARAB! Mi dicono
Conosco i CANARINI e JOSE LOUIS. Il CANARINO capo di Tenerife, figlio di una ATLANTIDE MENTALE, mi racconta degli affreschi (che io non ho visto) dentro il castello di Ponferrada: mi dice della la virgen de árboles (la vergine dell’albero) che i templari avevano nascosto nell’albero prima della guerra contro i mori e dopo tagliano l’albero e la ritrovano intatta! Che strana storia! Mi ricorda riti di fertilità e magia…

Mi ricarico come una pila al sole…a Vega c’è un altro castello che PIPPIN dice dei templari, lui e MERRY ci vanno, poi PIPPIN mi dice seriamente che il castello ha le pareti d’oro ma è pieno di serpenti!

LA CONOSCENZA (oro) E’ PROTETTA (serpenti) AGLI OCCHI INDISCRETI!

Espiritu Santu: INTERIORISMO

Su dei banchetti da scuola media o elementare chiedo a MICHEL, l’angelo francese: TU CONOSCI MONT SANT MICHEL?
Lei mi guarda stranita come se fossi un mago: io non so che lei si chiama Michel!
EL CAMINO ES MAGICK! Mi dichiara lei.
Magnana O’CEBREIRO, o CEREBREIRO cane infernale nato dal cervello umano!
Vado con Jose Louis, parliamo di film e set di film e gli attori fuori dal set. Mi sembra di essere in STALKER…with the fog you can see anything or nothing!
Ci fermiamo, su una pietra c’è il disegno di un’ancora con filo serpentino e la scritta: PETIT CIAUDE’, non so cosa vuol dire.

Mi ritrovo solo a godermi i panorami alti: le montagne sembrano onde di un tempo fermo, la strada che si snoda sul monte mi ricorda il perfetto cammino della compagnia dell’anello.
Urlo: OLA’! agli uomini che salgono ciechi come piccoli animali di montagna.
Mi faccio il turbante con la camicia indiana e caco. Mi sento veramente libero!
La vida es un sueno
Passo il passo: due angeli con la coda da pesce pregano davanti al calice, sole nascente, 8 stelle-croci.
Poi arrivo alle case di Asterix e Obelix! Siamo in Galizia, il passo del Cebreiro non è così tremendo come mi era stato detto.

--- O'CEBREIRO - L'EREMITA
Al CEBREIRO c’è questo bambino biondo che sembra sia solo, ma poi scopro che è con la sorella che non gli assomiglia per niente. Mangiamo il cibo dei celti.
NEL CAMINO, SEI SOLO MA PIENO DI AMICI mi dice lei
È come se le cose si spostassero con la mente…
È la continua scoperta della propria cecità
Infinita e incondizionata…
Come la mente recepisce il reale attraverso un sonno
E allora le persone appaiono come esseri divini
Caduti dal cielo
Con occhi di cielo
E denti da piccolo animale

ESTO MUI CANSADO, SIN MUERTE
Ragazzi al tramonto
Trasporto l’immagine del sole su ognuno di essi
Il tramonto del sole indica la strada che ci aspetta domani.
Magnana TRIACASTELA? Tre castelli?
Parto con José Louis ma la mia mucilla sta per rompersi; lui mi dà ago e filo, sono di nuovo solo.
Allegro ma non troppo
El tiempo del silencio
Il cammino solitario. Un tunnel di alberi.
Penso allo spiritello ARIEL della tempesta di Shakespeare che libero come l’aria dice: non è vero!
Conosco IKER, gigante pollicino che deve tornare a casa, sicuramente giovane BOROMIR che vuole impadronirsi dell’anello senza conoscere prima il pericolo, o CALIBANO dell’isola, forza della natura ma schiavo delle proprie voglie…
KALIMOCHO
WHERE IS MY ANOURAC? Dov’è il mio bastone?
Si accoppierà lungo il cammino con LA STREGA ANOURAC.
IKER toglie il piccolo ramo dal bastone croce come se fosse di biscotto.
Poi giù fino a Triacastela. TAKE YOUR TIME!
Faccio la ruota con tre tedeschi, THE WHEEL GOES ROUND!
Merlin, the house in the tree
La Sagrada Familia è disegnata da Gaudì nel 1889 e per suo volere deve essere fatta solo con i soldi dei fedeli. I suoi alberi interni ora sono come questi alberi verdi di muschio della Galizia, sono incredibili e vecchi come la Sagrada.
GOOD THOUGHTS MAKE THE ANGEL COME TRUTH
Arrivo a Triacastela ma con Josè decidiamo di proseguire fino a SAMOS.
Romperò questo ritmo, per conoscere nuova gente, e per non adagiarmi alle persone che già ho incontrato, mi dico.
Proseguiamo. Io decido di fare un tuffo nel fiume sotto la cascatella. Urlo!
Sono di nuovo solo. Ora ho troppo fiducia in me e sbaglio strada attirato dalle streghe del bosco su per questo sentiero non più frequentato, arrivo in un campo con buche di piccoli animali, penso ai serpenti, la stanchezza e la paura si impadroniscono di me. Torno indietro turbato. Arrivo a un paesino. Un branco di pecore passa. Penso al diavolo. Chiedo a delle donne che lavano sul fiumiciattolo quanto manca a Samos. CINQO KILOMETROS! Mi fanno con il segno della mano aperta...
Così sbaglio strada per la seconda volta, ora a destra, sgradevole sensazione, cani che abbaiano e si rincorrono, musica a tutto volume da una casa senza uomini. Torno indietro. NON SE PASA! Riprendiamo il cammino centrale. IS A LONG WAY! Facciamo gli ultimi chilometri come in guerra, penso. Sotto un sole inclemente.

10 - SAMOS - LA RUOTA

Un nome nuovo trasforma l’essere nel mondo del possibile.
QUE TAL?
NEXT BAR, NEXT LIFE
FEIRE DOS ALEMAN
ARLBORES

GIACOMO, Spirito Santo, BAR-ABBA - GIOVANNI, Figlio, BAR - PIETRO, padre, ABBA

Alla fine arriviamo a SAMOS.
NOSOTROS SUMUS A SAMOS! Mi ricorda un nome greco latino. Qui c’è un enorme monastero e l’albergo è proprio dentro uno dei suoi lati.

EL DIABLE menta e ortica

I pensieri creano delle forme
Le forme-pensiero possono compiere
L’odio, l’amore, la paura, la gelosia, la brama, la gioia
Queste azioni delle forme-pensiero sono visibili a tutti
Perché, anche se inespresse, tendono l’energia in potenza
Come nuvole scolpite sopra l’uomo
È un’energia in movimento che se si blocca in forme-pensiero ricorrenti, come delle fissazioni, allora producono nel corpo delle infiammazioni o malattie, non trovando altro sbocco all’essere.

Mi sveglio di notte. Ripenso alla mia vita dolorosa. Il lavoro. I casini. La solitudine…poi vedo davanti a me su un poster attaccato al muro l’immagine chiara fatta di luce e ombra di un cavaliere templare con la faccia a croce infiammata di luce davanti a una specie di albero radice con quattro rami tagliati all’altezza delle sue spalle. Mi chiedo cosa vuole dirmi. Poi vado a gabinetto e lì sul muro nella completa ombra c’è un disegno fatto con la luce rifranta: una doppia coppa graal con un

sole nascente e due corna di cervo! Il segno di Cristo Rinascente! Questo è il primo simbolo che ricevo sul cammino. È incredibile!

Solo Marco può vedere questo

Perché Marco è questo!

L'indomani vado a vedere, il muro è perfettamente nudo.
Ho sbagliato strada ZWEI MAL una volta a sinistra, una volta a destra, eppure sono ritornato al centro. La verità sta nel mezzo.

The sun goes up
The heart beats
The woman smiles
Along the trip

GOOD MORNING! WHERE DO YOU GO FROM HERE?

sono comunque solo. Nel caldo di un deserto torrido, riesco alla fine a raggiungere insieme ad altri pellegrini, come l’armata Brancaleone, il Poliportivo di SARRIA. Ho seriamente pensato di prendere un autobus fino a Santiago!
Ma al Poliportivo non si sta male, ci sono i canarini…ARE YOU HURT SOMEWHERE? Vorrei dirle di sì, che mi fa male la vita.
Una croce nella finestra tonda in fondo alla palestra.
Un olandese che arriva dall’Olanda in bicicletta mi dice che fa il cammino perché sua moglie è morta un anno fa e lui deve trovare la forza di vivere ancora! Forse ci rivedremo a Santiago.
Al poliportivo c’è anche Iker. Festeggiamo a Kalimocho il suo compleanno.
Due chitarre e una notte.

L’indomani come per magia il territorio del deserto si è trasformato nelle nebbie del paese di MERLINO! Passo una ferrovia che dà sul nulla da una parte e dall’altra. Penso a PARIS-TEXAS nella nebbia.

Incontro il TEXANO chiropratico. Vediamo l’albero casa dove è balzato fuori con un colpo di fulmine Merlino. Dico al texano che “Merlino” deriva da merlo, un uccello che è volato via. Sciamano iniziatore. Il texano fa una foto ai campi nella nebbia, gli chiedo se c’è abbastanza luce. Gli dico della mia past life e della volta che ho visto l’aura, lui mi dice: TU HAI CHIESTO DI VEDERE, IO HO CHIESTO DI SENTIRE! Dice che lavora con le energie colorate sottili e i loro blocchi, ma certo non può fare tutto quello che vorrebbe perché WE ARE IN THESE WORLD e abbiamo sempre a che fare con le credenze superstiziose degli uomini.
Alla fine l’unico suo insegnamento: mi fa vedere che c’è la menta e c’è l’ortica. Bene male. Poi va avanti, troppo veloce per me.
Una fontana troppo profonda per farci il bagno e riuscire a ri-uscirci dopo (come un parto difficile). Un bar e una cerveza.

The doors of perception

Tutto è uno
Tutto dice sempre la stessa cosa:
uno
c’è qualcosa che non ha età
si chiama
amore
liebe
love
amour
quiero

Trovo la casa sull’albero e la macchinina di plastica, mi addormento sul muro di sassi a mezz’aria, come un uccellino caduto.

DEVO ESSERE DISPOSTO A PERDERE TUTTO SE VOGLIO TROVARE QUALCOSA!

Passano le ore. Passano tanti pellegrini che mi guardano come un matto.
Mi sveglio e scopro dietro la curva c’è un bar!
Mangio come un lupo per avere l’energia giusta. Riparto.
I HAVE LOST MY HAT!
I HAVE LOST MY HEAD! penso, I WILL LOSE MY FEET.

11 - PORTOMARIN - LA FORZA

Dopo il ponte altissimo sul fiume arrivo stremato a PORTOMARIN. Iker mi ha conservato una litera per la notte, che il rifugio è già pieno. Vengo come nascosto alla velocità della luce, al sicuro. Iker mi chiede cosa abbia. Ha visto che sono strano. Non gli dico nulla. La sera prendo una birra e vado nella piazza centrale. C’è una chiesa. Sopra la porta ci sono un diavolo a sinistra e un angelo a destra! E sopra un uomo senza faccia che regge un libro aperto. Li disegno e dentro il libro traccio il messaggio: MAN IS IDIOT!
È l’uomo che ha perso il capo fra il bene e il male, non riesce più a distinguere.

MANS ARE IDIOTS, THAT’S WHY WE ARE HERE! gli dico a un olandese seduto con una birra. Lui ride divertito. l’uomo è un idiota che non sa niente, per questo è qui!
C’è uno che mi dice TU SEI EL MEHOR! ERI SOTTO L’ALBERO CHE TE LA DORMIVI OGGI, TI HO VISTO, SIAMO PASSATI IN BICICLETTA E TU CI HAI SALUTATO.
L’indomani spero che mi sveglierò e troverò che è stato tutto un sogno!
Mi sveglio, sono rimasto solo con un altro pellegrino. Io sto in un letto di sotto, lui in uno di sopra. Ad un certo punto l’altro si sveglia, si accorge che non c’è nessuno (non mi può vedere) e tira fuori dal saccappelo un piede enorme! Mi chiedo divertito chi possa essere. Balza giù...ma è Iker! Almeno questo non è un sogno. Allora lo chiamo: IKER! Lui guarda rincoglionito l’uomo invisibile che lo sta chiamando con il suo nome. Poi mi riconosce e tranquillamente mi dice che ha perso gli occhiali!
È un Dio calante venuto per svegliarmi sul cammino!
Tutto è nelle mani di Dio

Mi fermo nel bosco. Passa Iker. Passa l’uomo in bicicletta. Gli offro delle noccioline. c’è metà angelo e metà demone! Anche dentro di me ovviamente… è la risposta giusta di oggi!

--- HOSPITAL DE LA CRUZ
L'APPESO

IVAN MEMEN! Ivan ricorda! È come un messaggio scritto per me: una volta una donna mi ha detto che nell’ottocento ero un monaco di S.Pietroburgo e mi chiamavo Ivan, mi sono trovato sulla soglia e sono stato come scioccato.

Vado a mangiare. Siamo a BREA.

A Brea Frodo si mette l’anello e scompare
Troppo forte la tentazione
Poi sento ridere e una voce familiare che dice: ZITTI! STA DORMENDO…mi alzo, ma sono J. Padre, J. Figlio e PEPE! Ancora loro in mio aiuto.
COME VA IL CAMINO? mi chiede Pepe. MALO Y BUENO COMO LA VIDA, gli dico,
Beh, mi rialzo e vado con loro. O CHE BONITO O CHE BONITO! Una gallina con i suoi pulcini. Loro sono veramente una forza positiva.
raggiungo PALAS DEL REI e lo faccio tutto con la boccia dell’acqua sulla testa.
A Palas del Rei passo come il re che ritorna, tutti mi guardano. Il piccolo Joachin mi crede uscito da un circo!
SE SEI INNAMORATO DEVI CREDER IN DIO! mi suggerisce il vecchio JOACHIN.
Continuo, barcollo esausto.

--- CASA NOVAS - LA MORTE

ALLORA TU PENSI CHE SIAMO TUTTI DEI CADUTI DAL CIELO!
YES
IT’S A GOOD TOUGHT!
LUI HA DETTO CHE VUOLE ANDARE A SANTIAGO VOLANDO!
Linda fa 40 50 chilometri al giorno!
BUT DO YOU HAVE THE WINGS? le chiedo, ride.

Notte. Doccia, riparto.
DOVE SONO IL TEMPO E LO SPAZIO? A PASSEGGIO CON I MATTI?

--- RIBADISO DE BAIXO
LA TEMPERANZA

Arrivo a RIBADISO DE BAIXO, paradiso di un alieno balbuziente. Conosco l’angelo protettore MICHAEL del Belgio.
Un letto per me sotto le scale. C’è anche Iker. Facciamo la pace con delle birre e la torta del pellegrino. Urliamo sotto la pioggia alle mucche perplesse.
La sera doppia partita a scacchi, IL CASO CONTINUA A GIOCARE CON IL MIO CERVELLO! Suono la chitarra sconsolato.
Di notte mi alzo, faccio l’uomo-pecora, ho paura dei bagni come se ci fosse dentro la morte, vado oltre c’è il campo e lì caco due volte, cerco di pulirmi con l’erba, guardo in alto: sono nel CAMPO ESTRELLAS! Nel campo di stelle…vado al fiume, mi lavo, torno contento a dormire.

Al di là della morte
un campo di stelle per l’uomo-pecora
Le pecore fanno BEEEEEEE’ nel campo estrellas.

Riprendo il cammino da solo. Mi fermo sul ponte di legno a sentire il suono dell’acqua che mormora. Arriva la strega Anourac.
WO IST DER BOTE? le chiedo.
Mi fa una foto con il suo bastone.
WO IST DER BOTE? DOV’E’ L’ANGELO? dice “il preguntogno”
IL PREGUNTOGNO sono io che chiedo sempre e anche il nome di questa strada su cui ora mi trovo,
Mi fermo nel bosco delle streghe. Arriva l’uomo dei boschi argentino, gli offro da mangiare, lancio i resti di cibo nel campo, chissà se le fate gradiranno?
Riparto. OGGI ARRIVERò AD ARCA come tutti nell’arca-pancia della vita, prima di arrivare in cielo,
Domani.
Ok. COSì DOVEVA ESSERE: ARRIVERO’ A SANTIAGO DA SOLO COSì COME HO INIZIATO.
Bosco.

Preghiera per le persone:
per tutti gli amici e tutti i nemici,
per tutte le persone che ho incontrato e incontrerò,
per le persone che mi hanno aiutato,
per le persone care,
per mia madre che è buona e non può essere altrimenti
per mio padre che è un bambino che sogna
per mia nonna che va in slitta sulla neve...in Russia
per Massimiliano……

Massimiliano è morto. Piango, ora, finalmente, nel bosco
trovo un bastone caduto dal cielo che mi aiuta per l’ultimo giorno
poi mi giro
sulla sinistra un albero i cui rami e rametti compongono un uovo perfetto, mi guarda…e mi risponde
Tutto è come deve essere
Qualche goccia di pioggia….Sì, PIOVI ORA!
PERDONA SIGNORE IL MIO ORGOGLIO E LA MIA INIFINITA PRESUNZIONE.
Mi fermo in questo paesino dimenticato nel tempo, con le case semi distrutte, muri, tetti, porte, finestre senza finestre, io qui potrei viverci, prendere una di queste case dove si vedono gli stipiti della porta come massi irregolari e farla diventare la mia casa…inizia a piovere finalmente!
Passa il tedesco cattivo, mentre passa mi brucio con l’ortica!
Mi immantello di giallo, i pellegrini si colorano di colori diversi, incontro il mago giallo, MA TU SEI UN MAGO gli fo, lui ride, poi mi fa annusare una foglia di eucalipto rotta, QUESTA Sì CHE è MAGIA! Che odore intenso…
Varie coppie colorate. Io ho il giallo fuori, il rosso dietro, l’arancio sotto, il blu in mano. Sono come ARLECCHINO.
Arriviamo alle porte di Santiago, poi al Monte del Gozo che a me sembra più una collina. Cammino sull’erba bruciata e sull’erba bagnata dalla pioggia, conosco il professore PEREPé, parliamo del camino.
Per finire il cammino trovo anche il vecchio hobbit SAM fedele servitore di FRODO, un omone grosso e basso con un carretto d’erba, lavora la terra ed è come se non fosse mai partito dalla sua amata verde contea. Lo saluto, mi sorride come se mi riconoscesse.
Canto:
LOS JUNTOS PEREGRINOS VANNO A SANTIAGO
AD AIUTARE LA SU POVRE MAMA!

--- SANTIAGO - IL DIAVOLO

Ultima corsa per la città di SANTIAGO, la gente sembra più triste, sventolo il bastone con l’eucalipto come segno di vittoria ma non mi guardano.
Una focaccia di capelli d’angelo, non vedi che piangiamo che sono morti due ragazzi di 22 anni?
Arrivo all’enorme albergo dei pellegrini. Ci sono Iker, J. figlio e P.,
L’ entrata all'albergo nell'acqua: è PIPPIN che mi beve tutta l’acqua della boccia.
you are like a poem forgot
Il giorno prima di arrivare a Santiago avevo sognato che il vecchio Joachin mi regalava un paio di calze nuove che per lui sono troppo grandi!

La città è il luogo dove i cammini si intrecciano
e non c’è una sola direzione ma un pulsare di croci

SANTIAGO è inspiegabile! È come se fossi arrivato davanti a un muro che non si può scalare, ora ci può essere solo la fede dell’innamorato sull’orlo del precipizio.

Io non vedo niente ma il graal mi guida in questa notte buia
E volo di gabbiani…
La chiave, il libro, la coppa, la croce dei templari
Nessuna bugia in faccia alla morte.

A Santiago staro' 3 giorni:
1- la madre di Iker oggi compie gli anni
2- mangio il pesce con il padre JOACHIN
3- il figlio Marco è lasciato a se stesso

 

la casa del re
la T si è aperta, cosa avverrà ora?
Sciogli i lacci del cuore
Brucia la vecchia vita per una nuova

MARIA è ANDATA IN CIELO

Qui ognuno cerca la sua stella e i cammini si intrecciano e si lasciano
nel campo estrellas come in una favola…

Vado a vedere la cattedrale:
la gente abbraccia da dietro la statua del santo…DEVI ESPRIMERE UN DESIDERIO mi dice PIPPIN, MA TU LO SAI MEGLIO DI ME COSA VOGLIO!

O’FUMEIRO oscilla come un gioco enorme e pericoloso per scacciare gli spiriti maligni! Le bocche dei due pesci-verità da metterci le mani fino in fondo, indicano che tu non hai paura del mistero, e sei pronto a toccare con mano ciò che è!
Il prete che parla mi potrebbe concedere un’altra volta il dono della vista della sua aura ma sono troppo stanco forse per concentrarmi e poi l’ho già vista una volta e mi è bastato. Mi sono come rilasciato… accetto tutto quello che mi è successo e lo lascio andare via.

16 - SANTIAGO - LA TORRE

Recupero lo zaino di 12 kili. Compro un occhio-cielo da un uomo che mi dice che sua moglie è andata in cielo.
JOACHIN adulto mi presta 5000 pesetas.
Ci perdiamo.

Notte, mi sveglio, c’è un gioco di luce sul muro! Questa volta è come la carta del matto dei tarocchi, ma con un matto che porta con se un peso-zaino eccessivo: sono io!
So che domani dovrò ripartire. Vado al gabinetto, lì c’è una ragazza giapponese come caduta per terra, sembra morta, la scuoto non risponde, mi sale un filo d’angoscia, poi lentamente vedo che sta respirando, dorme, ha solo bevuto troppo, la portiamo come un’infanta a letto. Mi sveglio, lei sta bene e sorride.
Però prima di questa notte c’è il giorno prima con io che mangio la LUBINA (il pesce più buono che abbia mangiato in vita mia) a metà con JOACHIN padre, ci sbronziamo, vado a sentire la cornamusa…è un suono incredibile che sale fino alle stelle di una giornata di sole…è ora che arriva Iker che mi tira su

Siamo sbronzi nella strada, qualcuno mi ha dato degli occhiali neri per provarmeli, mi rimangono sulla testa. J. padre Insulta i passanti, rimaniamo in tre con Iker, ci perdiamo, mi mangio un’intera torta di Santiago nella piazza della fontana fino al disgusto, ci ritroviamo. MICHAEL mi dice TAKE CARE OF HIM! Abbi cura di Iker che è veramente perso di kalimocho. Va bene, lo faccio camminare fino al parco, lì ci sono le due vecchie che mi guardano, mi avvicino, loro sono finte-vere, stanno immobili eppure gli occhi sembrano veri, MA VOI SIETE VERE O FINTE? Ridono, io sono sull’orlo del burrone e rido anch’io. Si avvicina Iker che mi ha visto parlare con le due vecchie, gli parla, poi ne tocca una, ma lei è di plastica! Caccia un urlo. Lo faccio andare oltre e insieme a me gli faccio mettere la testa nell’acqua della fontana in fondo, che senso di liberazione…ci siamo ribattezzati!
Io e Iker arriviamo a un pub celtico, decido che lui se la può cavare da solo ora, vado via con gli occhiali neri, vado a dormire.
Notte con il matto di luce e la giapponese morta-viva.

17 - SANTIAGO - LE STELLE

Mi sveglio, colazione con J. J. P. e YUKIKO del Giappone
NEXT LIFE dichiaro.
Il matto sempre busca il suo destino.
Prendo il mio zaino, lascio il bastone con l’eucalipto e la boccia d’acqua, mi fumo una sigaretta, uscita nel fuoco.
Iker vorrebbe "'i suoi" occhiali neri, ma, anche se glieli avrei dati sorvolando sul "suoi", non li trovo più.

Vado verso la stazione dell’autobus, faccio la salita, mi cade la roba, la raccatto ed ecco dal cielo cadono gli occhiali neri che credevo definitivamente perduti. Lascio le due ciabatte come segno, due cani bianchi abbaiano.
Arrivo alla stazione e trovo MICHAEL l’angelo belga. Gli dico che lui arriva dal cielo, ci scambiamo del cibo fraterno,
Gli chiedo da dove viene il suo cognome MEULEMAN, DA NIENTE, mi chiede del mio, gli dico che deriva dai SERPENTI, DO YOU LIKE SNAKES? Mi fa un pò turbato, NO, lo rassicuro.
OK. Ora parto. Lascio Santiago.

PENSO CHE SI DEVE LASCIARE QUALCOSA A SANTIAGO
BEHIND THE LITTLE JESUS THERE IS A LITTLE LITTLE LITTLE SHOP VERY CHEAP dove puoi comprare a buon mercato un pò di spirito santo…
La giapponese morta-viva che ride
Le due vecchie di plastica che ridono
La carta del matto con lo zaino

DONT WORRY CAUSE EVERY LITTLE THING GONNA BE ALRIGHT! THESE IS A MESSAGE FOR YOU!

Il caffellatte sui pantaloni nella stazione di Barcellona mi avverte che il circolo si è compiuto.

--- LUNA
Il prete che parla inizia a mostrarmi l’aura bianca, sono completamente arreso, credo veramente che il fumeiro mi cada sulla testa o possa ammazzare passando quella donna in prima fila, prendo l’ostia in bocca, prima è secca e rigida, subito dopo si scioglie diventando una parte di me, la terza via passa dalla gola e va dentro con il sangue e il corpo del pesce salvatore Cristo, rendo le 5000 pesetas a JOACHIN, mi dice che sono il diavolo, NO, NON DIRE COSì, perché? Ognuno può essere il diavolo o l’angelo per un altro? La giapponese la tiriamo su, io le tengo la testa e passiamo dalla porta stretta come una nascita o rinascita dopo la morte, dobbiamo farla nascere!

Come tutto è una proiezione all’esterno, o è la realtà più grande di noi?
C’è qualcosa che va oltre la nostra piccola comprensione delle cose, ognuno è un’icona per gli altri. Il gioco deve avere delle leggi così semplici che nessuno riesce a scorgerle, ma solo forse per alcuni istanti di sospensione dell’incredulità… ognuno è half, la metà di tutto.

--- SOLE
A Santiago il mago giallo mi da un foglietto con UN DIPINTO, mi dice, DI UN PITTORE FIORENTINO; la figura tiene un libro aperto che dice in uno strano latino:

BEATUS VIR QUI RUFERT TEMPTATIONES
QUIA CURA PROBAT FAERIR
ACCIPIET CORONAM VITAE

Io l’ho tradotto così:

BEATO L'UOMO CHE RIFIUTA LE TENTAZIONI
Perche' CON LA CURA-ATTENZIONE ESCE A "FERIE" (IL MONDO FATATO)
E PRENDE LA CORONA DELLA VITA

il matto arlecchino idiota innamorato
il matto può essere tutto
questa è la sua dannazione

--- IL MONDO
Siamo come astronauti alieni che parlano altre lingue e sono in missione speciale sulla terra, ma gli uomini che ci guardano non hanno, anzi e' come se riconoscessero in noi una parte di se stessi, cosi' ci salutano come portatori del messaggio antico.

NASCITA
dopo aver percorso mille volte quel percorso come mille percorsi diversi
decisi che la mille e uno sarebbe stata la prima e l'ultima volta
e avrebbe ricongiunto nel suo specchio l'oceano delle necessita'

come un corpo di parole puo' diventare un'immagine

mi vestiro' di parole e immagini non dette
finche' il tessuto dei sogni si riveli ai non vedenti


33 - PIXEL LIFE
DISEGNA TE STESSO E GLI ALTRI CON UNA MANCIATA DI PIXELS COLORATI

34 - A CHI DISEGNA PIU' VELOCE
UNO DICE UNA PAROLA A ALTRI DUE VANNO DALLE LORO SQUADRE E DISEGNANDO IL PIU' VELOCEMENTE POSSIBILE DEVONO FAR INDOVINARE LA PAROLA: NON SONO AMMESSI NUMERI, LETTERE O SIMBOLI

geroglifici delle parole

L'ARTE PUO' ESSERE SOLO SILENZIOSA
L'ARTE PUO' ESSERE SOLO UN NON SAPER FARE

35 - SOGNA LA DONNA DELLA TUA VITA PRIMA DI INCONTRARLA

36 - SHANGAI
CON CAPELLI D'ANGELO

6X6 ci sposiamo ti amo

GLI INNAMORATI
se il fiore giallo del cuore nascesse nei momenti inaspettati
come quando ci siamo conosciuti
come quando mi hai detto che aspettavamo le bimbe
come quando ci siamo sposati
come quando...
se il tempo fosse rinchiuso in uno stanzino
se l'acqua asciugasse le impronte
se potessi regalarti il sorriso di una vita già vissuta
se ti gridassi che ti amo e tu lo accettassi
se il lago dei sogni ci lavasse via la ruggine

37 - DOMINO
I PEZZI GIALLI DELLA VITA

se
se la paura lasciasse il posto al trionfo
se i tuoi occhi colmassero la distanza con i miei
se il mare toccasse il cielo in punta di dita
se stessimo come un albero aperto alla luce
se le lacrime facessero nascere fiori e fiumi
se trasformassimo questo letto di pietra in un giardino d'erba
se la bocca della fantasia bruciasse immagini come uno splendere di anime
se il fiore giallo del cuore nascesse nei momenti inaspettati
se quello che c'è e quello che c'era trovano quello che ci sarà
che la cascata dei sogni ci sostenga nel punto dell'arcobaleno

LA FAVOLA VITA E' IL PERCORSO PER ASSOLVERE AI COMPITI IMPOSSIBILI

LA FAVOLA E' LA RICREAZIONE DEL CORPO MITICO NELLA SALA DEI GIOCHI PERDUTI

38 - ALBA e MARCHINO NELLA VITA
C'era una volta una principessa un pò piratessa e un pò sirena, dagli occhi verdi come il mare ma che non sapeva nuotare e sognava l'amore bagnandosi e ballando nel fiume vicino la sua casa; ella aspettava un segnale che le avrebbe indicato l'uomo giusto e buono per vivere insieme il resto della vita.
C'era la stessa volta un principe caduto in disgrazia che aveva perso la memoria e se stesso ma sognava una vita migliore, che un giorno o meglio una notte sognò la donna della sua vita: le bagnava la schiena e le diceva ad un orecchio: IO POSSO AMARTI PER TUTTA LA VITA.
In effetti qualche anno prima l'aveva già sognata che si stava fumando un sigaro, ma non l'aveva riconosciuta. Questa volta però il segnale era molto forte e chiaro, e così il principe partì per un viaggio alla ricerca della sua amata, che ancora non conosceva o meglio che doveva ancora conoscere e riconoscere.
Quella sera i due si incontrarono vicino al mare e i loro occhi si intrecciarono in un ponte d'amore e luce. Lei gli parlò che le sarebbe piaciuto conoscere il paese da dove lui veniva e che potevano sposarsi e fare una bimba insieme... era come stare in un sogno ad occhi aperti: tutto era incredibile e riempiva il cuore di ondate di amore... il principe e la principessa si conobbero così come l'acqua del fiume incontra prima o poi nel suo cammino l'acqua del mare e si fonde in essa... come la cosa più magica che potesse succedere nelle loro vite.
Quella prima sera lui rammentò suo nonno e la sua scatola di sigari che aveva trovato nella casa dei nonni e lei gli chiese perchè lui fosse così un pò cinese con gli occhi a fessura e lui le parlò allora di sua nonna che sembrava una piccola mongola.
Le presenze buone dei due nonnini non lo avevano mai lasciato solo, anche guardandolo dalla loro casa di nuvole nel cielo, e questa volta benedicevano l'incontro che aveva fatto nascere l'amore da tanto tempo atteso fra il principe smemorato e la principessa dagli occhi verdi.
La nonnina parlò nel cuore del principe e gli disse:
NON FARE QUELLO CHE FANNO GLI ALTRI
NON VIVERE CON LA MENTE
VIVI OGNI COSA CHE TI SUCCEDE CON TUTTO TE STESSO...
Il cuore del principe si allargò per la prima volta nella sua vita, quando decise di vivere col cuore, fu una sensazione come se si fosse aperta una grotta d'acqua buona nel centro del petto...
Molte peripezie e traversie della vita dovettero passare per riuscire a sposarsi e unire così le loro vite e dopo 2 anni e 4 mesi il loro amore tanto forte portò al concepimento della piccola regina, la loro figlia anch'ella tanto attesa.
Attualmente la piccola regina che lui vuole chiamare ALBA, si sta generando nella pancia d'acqua e amore della principessa dagli occhi verdi e il principe è tanto felice che una gioia così grande stia arrivando, che l'attende proprio come l'alba che porti luce e speranza e calore a quella valle boscosa che chiamiamo vita...
Si narra che ALBA nacque come da una conchiglia di fiume fra le acque dolci di sua madre, gli occhi luminosi di creatura meravigliosa, nata per portare la pace.
Appena nata abbraccia la madre e le si mette in collo sulla pancia fra le braccia.
ALBA è una gioia immensa, fa venir voglia di sorridere alla vita e a tutte le prove che la vita ci fa passare.
ALBA porta la gioia con se, per se e per gli altri.
ALBA porta la pace come una giornata di sole con il sole in faccia.
E' come se tutta la vita ci ha portato a questo momento di felicità più grande di noi che solo può espandersi all'infinito, per sempre.
Insieme ad Alba c'era Marchino, il nostro piccolino, pronto per nascere ... per ora è arrivato il piccolo panda che ride e applaude a quella cosa meravigiosa che è la vita!
"Babbo, devi prima imparare a voler bene a te stesso" mi dice Marchino "a riscoprire il tuo io bambino"

39 - MARCHINO compie 1 anno

40 - NASCONDINO
trova te stesso e gli altri

RINASCI DENTRO TE STESSO

41 - AURORINA nasce!

42 - due!

43 -

44 -

45 - e poi......

i luoghi del viaggio-vita


I CAVALLI BIANCHI E LA BARCA INVISIBILE SUL MARE PIATTO - Saint Maries De La Mer

LA SAGRADA FAMILIA - BARCELLONA

IL MONASTERO DI SAMOS - SPAGNA

LA CATTEDRALE E IL BOTAFUMERO - SANTIAGO DE COMPOSTELA - SPAGNA


OCHUN NELLA CATTEDRALE (missa por mi abuelita) - HAVANA

LA CHIESA AFRICANA (insegnami ad amare) - HAVANA


1226 il cantico delle creature san francesco

1300 la divina commedia dante

*****

1595 romeo e giulietta shakespeare

*****

1605 don Quijote cervantes

1611 the tempest shakespeare

1635 La vida es sueño Calderón de La Barca

*****

1726 Gulliver's Travels swift

1795 favola goethe

1797 faust 3° goethe

*****

1830 notre dame de paris victor hugo

1851 moby dick melville

1862 i miserabili victor hugo

1869 l'idiota Dostoevskij

1873 il giro del mondo in 80 giorni Verne

1880 i fratelli Karamazov Dostoevskij

1881 l'isola del tesoro (Treasure Island) stevenson

1889 Pinocchio collodi

1898 il giro di vite (The Turn of the Screw) Henry James

*****

1904 Peter Pan barrie

1917 La linea d'ombra (The Shadow Line) Joseph Conrad

1922 Siddharta hesse

1922 Il Castello (Das Schloß) kafka

1935 il segreto del bosco vecchio buzzati

1937 lo hobbit tolkien

1939 la leggenda del santo bevitore roth

1943 il piccolo principe exupery

1945 uomini di mais asturias

1951 il dottor zivago pasternack

1952 Il vecchio e il mare (the Old Man and the Sea) Hemingway

1956 il grande sertao João Guimarães Rosa

1957 il barone rampante Calvino

1958 il pranzo di Babette Blixen

1967 cent'anni di solitudine (Cien años de soledad) García Márquez

1973 momo Ende

1982 La casa degli spiriti (la casa de los espíritus) isabel allende

1988 l'alchimista (O Alquimista) Coelho

1991 la via della fame (The Famished Road) ben okri

1992 quando teresa si arrabbiò con dio jodorowsky

2003 Misha corre jerry spinelli

2004 L'ultimo elfo De Mari

2006 Airman Colfer

2006 Tobia Lolness De Fombelle

2007 Il mistero del Londo Eye Dowd

2010 Bambini nel bosco Masini

2011 Wildwood Meloy

Marco Serpieri - blog - it.it